Cosa sono e come si originano i terremoti ?

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Opinione scritta da: Redazione 9:14:49 04-02-2011

I terremoti sono originati dallo scorrimento delle placche di cui si compone la litosfera terrestre, lo strato superiore della Terra come ci spiega la teoria della cosiddetta Tettonica a Zolle. Queste placche infatti si muovono su uno strato di rocce presenti nell’astenosfera, lo strato sottostante alla litosfera, profondo sino a 700 chilometri. Le placche hanno avuto origine milioni di anni fa a causa del frammentarsi della crosta terrestre. Queste sono solite scivolare l’una nei fianchi dell’altra con una velocità calcolata mediamente di 5 centimetri all’anno. Lungo le zone di contatto tra le placche si vengono ad aprire le cosiddette faglie, che sono le crepe che causano i terremoti. Infatti questi sono dovuti al movimento dei lati delle faglie che determinano l’accumulo di una certa quantità di energia. Per cui quando le rocce perdono la propria capacità di resistenza, cedono e rilasciano l’energia nel frattempo accumulata sotto forma di oscillazioni meccaniche. Quindi i terremoti altro non sono che dei movimenti bruschi della superficie terrestre causati da delle onde sismiche elastiche sprigionatisi dal profondo della Terra, da un punto chiamato ipocentro. Vi sono diversi tipi di onde, queste infatti possono essere longitudinali e trasversali, e possono provocare terremoti sussultori o ondulatori. Inoltre quelle longitudinali hanno una velocità maggiore per cui arrivano prima rispetto a quelle secondarie, ed entrambe generano onde superficiali. Queste dall’ipocentro si propagano sulla crosta terrestre a cominciare da un punto posto perpendicolarmente ad esso, e per questo motivo chiamato epicentro. Bisognerebbe sempre augurarsi che la distanza tra i due punti sia abbastanza, perché maggiore essa è e minore sarà l’intensità del terremoto sulla superficie terrestre. Infatti possiamo avere terremoti “superficiali”, che sono quelli che in massima parte colpiscono la Terra, che hanno un ipocentro sino a 70 km di profondità, mentre se questo si viene a trovare ad una profondità maggiore e sino a 300 km si ha il terremoto “medio” e, “profondo”, qualora si superasse questa profondità. Non di rado un sisma è preceduto da un boato sordo proveniente dal sottosuolo o da un bagliore e ad esso può seguire un maremoto nel caso in cui l’ipocentro si trova nei fondali marini.
Ma vi sono anche altri tipi di terremoti, come ad esempio quelli causati da un sprofondamento o crollo di una cavità sotterranea, che però di solito interessano una porzione di area, e quelli di origine vulcanica che di solito anticipano o accompagnano le fasi eruttive dei vulcani e sono dovute ai gas sprigionati dal magma fuoriusciti dalle fratture delle rocce.
Per misurare l’intensità dei terremoti sono utilizzati i sismografi che registrano appunto le vibrazioni dovute alle onde, che riproducono nei grafici con i quali siamo in grado di prendere visione anche delle scosse preliminari, che poi sono quelle di minore intensità e quasi impercettibili per l’uomo, e di quelle di assestamento. Con questo strumento siamo in grado di individuare anche la durata di un terremoto, il periodo e l’ampiezza delle onde, per poi risalire all’epicentro e alla sua distanza dall’ipocentro.

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