Cosa significa Casus belli?

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Opinione scritta da: Redazione 8:40:53 27-06-2011

L’espressione casus belli è di origine latina e, tradotta in maniera letterale, significa “occasione della guerra”. Il termine casus (per chi ha dimestichezza con la lingua degli antichi romani usato, in questa locuzione, al nominativo) può infatti assumere il significato di “caso”, “occasione” o “circostanza” e, associato al genitivo singolare della parola bellum (cioè guerra), contribuisce a generare una delle tante espressioni latine ricorrenti nella lingua italiana dei giorni nostri..
Nel linguaggio comune, la locuzione casus belli è utilizzata per indicare un fatto o un evento che viene proposto quale motivazione ufficiale per l’origine di un conflitto o di un contenzioso, ma che, spesso, rappresenta solo un elemento secondario rispetto alle cause vere e fondamentali che si trovano alla base della contesa.
Il casus belli è dunque, sovente, solo un pretesto utilizzato per scatenare un conflitto, ma non ha nulla a che vedere con le reali ragioni economiche, politiche, sociali o, più banalmente, di rapporti interpersonali sulle quali si fonda la controversia.
Per usare un’altra locuzione molto in uso nella lingua italiana, si tratta spesso della goccia che fa traboccare il vaso nell’ambito di un situazione di tensione già radicata.
Molti sono i casus belli celebri nella storia dell’umanità, rintracciabili un po’ in ogni epoca.
Nel periodo classico, famoso fu il rapimento di Elena da parte di Paride, indicato quale casus belli scatenante la guerra di Troia. L’oltraggio subito dal re Menelao, marito di quella che all’epoca veniva giudicata la donna più bella del mondo, determinò la reazione dei popoli achei contro la città di Troia che venne attaccata, assediata per dieci anni ed, infine, distrutta.
In realtà, il casus belli narrato da Omero nell’Iliade, oltre a non trovare oggettivo riscontro storico, appare comunque un episodio pretestuoso, inserito in un più veritiero quadro di radicata tensione fra Troia e le rivali città greche, per il predominio commerciale ed economico del territorio.
In periodi più recenti e con riguardo a fatti storici documentati, un casus belli dei più famosi è rappresentato dall’attentato di Sarajevo, indicato dagli annali quale causa scatenante della prima guerra mondiale. L’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austroungarico e di sua moglie Sofia, avvenuto nella città bosniaca il 28 giugno 1914 ad opera di uno studente serbo, venne formalmente utilizzato dal governo austriaco come motivo ufficiale per aprire le ostilità contro la Serbia. Le conseguenze del gesto, influenzate dal complesso e teso quadro politico europeo dell’epoca, portarono all’avvio della prima guerra mondiale, il cui inizio sarebbe forse stato inevitabile anche indipendentemente dall’episodio di Sarajevo. Non è difficile ipotizzare, infatti, che, stante la realtà delle situazione, un altro casus belli sarebbe stato trovato, o forse artificiosamente costruito, per essere utilizzato quale pretesto per dare l’avvio a quello che fu uno dei più sanguinosi conflitti della storia dell’umanità.

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Giudizio positivo Vantaggi: la locuzione casus belli è utilizzata per indicare un fatto o un evento che viene proposto quale motivazione ufficiale , il casus belli è dunque, sovente, solo un pretesto utilizzato per scatenare un conflitto

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Tag: casus belli latino occasione della guerra

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