A cosa serve il durc ? Ha dei vantaggi ?

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Opinione scritta da: Redazione 9:25:06 04-02-2011

Definitivamente chiarito il contenzioso relativo alla validità del DURC, anche per gli appalti pubblici. Il Documento Unico di Regolarità Contributiva può avere durata trimestrale.
A stabilirlo una volta per tutte è la circolare n. 35 dell’8 ottobre 2010, emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Preso atto dell’orientamento normativo di alcune importanti sentenze sul tema – una per tutte la Sentenza 16 ottobre 2009, n. 2304 del TAR di Lecce – la circolare non fa altro che confermare una normativa esistente e cioè l’art. 39-septies del decreto legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51. L’articolo infatti dispone che il Durc abbia validità di tre mesi non distinguendo tra appalto pubblico e privato.

Si tratta di una circolare importante, per il mondo dei lavori pubblici.

Il tema della validità del Durc negli appalti pubblici è stato per anni un argomento controverso.

L’obbligo della presentazione del Durc per ottenere l’affidamento dei lavori è regolato dal comma 9 dell’articolo 90 del Nuovo Testo Unico della sicurezza, la legge 81 del 2008 che sostituisce la 494 del 1996.
Il Testo impone la verifica, da parte di committente e/o responsabile dei lavori, dell’idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie tramite la richiesta dei documenti di cui all’allegato XVII e cioè: iscrizione alla Camera di Commercio, documento di valutazione dei rischi (DVR) e, appunto, Durc.

Per stabilire la validità del documento si sarebbe dovuto far riferimento all’art. 7 del D.M. 24 ottobre 2007 che al comma 1 stabilisce che la validità del Durc rilasciato ai fini di ottenere benefici e agevolazioni statali e comunitari è di un mese e al comma 2 stabilisce che la validità del Durc per i lavori privati è di tre mesi.

La normativa presentava quindi un importante buco nero relativamente alla durata della validità del documento più importante tra quelli comprovanti l’idoneità tecnico professionale dell’impresa nel caso di aggiudicazione di appalti pubblici. Una lacuna che nemmeno il ricorso al decreto legislativo 273/2005 riusciva a colmare, perchè considerato troppo generico.

La letteratura di settore ha dibattuto per anni, così come si sono avvicendati, nel corso degli anni, i ricorsi al Tar delle diverse regioni d’Italia e le sentenze, nella maggior parte dei casi attestanti la liceità di interpretare il decreto legge del 273/05 e s.m.i. in senso generale, assumendo che esso si riferisca sia agli appalti pubblici che privati.

Le precisazioni della circolare erano quindi necessarie. Infatti con essa non solo si stabilisce in maniera definitiva la validità del Durc per gli appalti pubblici, ma si precisano anche altri dettagli controversi: non è possibile presentare per un appalto pubblico un Durc richiesto per fini diversi (in particolare richiesta di agevolazioni statali di cui all’art. 1 del D.M. 24 ottobre 2004), mentre, nell’ambito dei lavori privati, è possibile utilizzare lo stesso Durc per l’inizio lavori di più cantieri.

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