Cosa prevede la legge sul divorzio breve?

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Opinione scritta da: Redazione 11:00:39 26-06-2015

Il 26 maggio 2015 inizia la svolta nelle procedure per il divorzio, infatti non è più necessario attendere anni, ma bastano 6 mesi per ottenere il divorzio consensuale e 12 mesi nel caso i coniugi decidano di rivolgersi al tribunale. I nuovi tempi si applicano anche nel caso in cui vi siano dei figli anche minorenni.
Il termine di 6 mesi si applica anche nel caso in cui la separazione personale dei coniugi sia stata sancita con negoziazione assistita.

La riforma epocale è composta da soli tre articoli ed è stata approvata dal Parlamento il 22 aprile e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio.
Tra le novità importanti apportate da questa legge vi è la possibilità di applicare i nuovi tempi anche ai procedimenti pendenti, novità che coinvolge circa 200.000 coppie già alle prese con il percorso di separazione.
Con la legge del 1974, in seguito alle modifiche del 1987, per addivenire al divorzio e quindi alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, era necessario attendere 3 anni dal momento della separazione.

Novità importanti anche per quanto riguarda il regime dei beni, infatti nella disciplina previgente era previsto che i beni restassero in regime di comunione fino al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale, mentre con la riforma la comunione dei beni è sciolta al momento della firma della separazione consensuale. Tale novità è molto importante perché una volta stabilita la proprietà esclusiva dei beni ognuno potrà liberamente alienare i beni a lui intestati.

La lotta per ottenere il divorzio in Italia è stata lunga e anche controversa, infatti il Codice Napoleonico prevedeva la possibilità di sciogliere il matrimonio civile, anche se solo con il consenso di genitori e nonni, ma con l’Unità d’italia il divorzio è diventato un tabù. Nel 1902 viene introdotta un’embrionale forma di divorzio con il governo Zanardelli: era limitato all’ipotesi in cui vi fosse adulterio, lesioni personali al coniuge o gravi reati, insomma si trattava di un divorzio “sanzionatorio”.

Si ricomincia a parlare di divorzio a metà degli anni Sessanta grazie al disegno di legge di Loris Fortuna e all’impegno dei Radicali. L’approvazione ci fu nel 1970 grazie al voto favorevole di radicali, socialisti, comunisti, liberali e repubblicani e il voto contrario della DC, da sempre vicina alla Chiesa, e del MSI. L’approvazione non fu sufficiente perché fu chiesto il Referendum abrogativo che si svolse nel 1974, in quell’occasione si presentarono alle urne l’87,7% degli italiani, percentuale che sembra oggi impossibile, e quasi il 60% dei votanti disse no all’abrogazione.

I tempi per il divorzio inizialmente previsti erano molto lunghi, dovevano intercorrere 5 anni dalla separazione per poter ottenere il divorzio e quindi lo scioglimento del matrimonio se lo stesso era stato celebrato con il rito civile e la cessazione degli effetti se era stato celebrato da un ministro di culto. Nel 1987 vi fu il primo taglio e si passò da 5 a 3 anni.

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Giudizio positivo Vantaggi: Riduzione dei costi grazie anche alla possibilità della negoziazione assistita , Applicabilità anche ai procedimenti già pendenti

Giudizio negativo Svantaggi: Viene meno il periodo di riflessione che la legge Fortuna prevedeva

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Tag: divorziare divorzio

Categoria: Famiglia

 

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