Cosa devo fare se mi sento depresso?

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Opinione scritta da: Redazione 16:50:27 04-02-2011

Sentirsi depressi vuol dire essere abbattuti e incapaci di fare qualsiasi cosa, compreso reagire allo stato di depressione. È chiaro che quando si capisce che non c’è un rimedio, probabilmente è arrivato il momento di rivolgersi ad un esperto, uno psicologo o un altro professionista in grado di darci un supporto ed indicare al paziente la via d’uscita. Uno degli aspetti del sentirsi depressi, infatti, è il rassegnarsi all’assenza di soluzioni. Ricordiamo anche che sentirsi depressi non equivale ad esserlo; l’essere abbattuti per un periodo, magari in conseguenza di un evento spiacevole, non vuol dire essere afflitti da una depressione cronica. Esagerare, non è sicuramente un modo per stare meglio. Ecco allora i tre consigli utili per chi si “sente depresso”.
Il primo suggerimento è di parlarne sinceramente con gli amici o con un familiare, ma non soltanto per sfogarsi o lamentarsi, ma per ascoltarne i consigli. Le persone che ci sono vicine e sanno essere sempre pronte nel momento del bisogno, probabilmente sanno anche che parole usare per consolarci e risollevarci. L’arma del dialogo, dunque, è fondamentale anche se, a guardarla bene, è un po’ a doppio taglio. Perché da un lato il “depresso” potrebbe non essere sincero, dall’altro amici e familiari potrebbero non essere diretti, ma consolarlo senza indicare una soluzione “attiva”. Essere presenti, qualche volta non basta, è necessario anche prendere il toro per le corna e aiutare chi si confida a trovare l’origine della depressione.
Il secondo consiglio che si può dare a chi si sente depresso è di circoscrivere il “dolore” individuando la causa all’origine del malessere. Insomma esseri sinceri con se stessi. Se c’è stato un lutto in famiglia, un evento spiacevole o anche un dissapore con una persona cara che ha lasciato l’amaro in bocca, tocca riconoscerlo. La depressione non può non avere origine e non può estendersi per un tempo indeterminato. Prima fotografiamo la causa scatenante del nostro umore sotto terra, prima possiamo alzare lo sguardo per riprendere vigore.
Ecco allora il terzo consiglio. Dopo averne parlato con qualcuno (con esperto se la depressione è davvero cronica) e aver individuato l’origine di un cattivo stato d’animo, bisogna prendere lo slancio e fare qualcosa, darsi una mossa, non cedere all’inattività. È chiaro che due piedi, riflettendo, si sappia cosa fare ma poi non si trovi quel quid utile per lo slancio. Per esempio gli amanti dello sport che si sentono depressi, sanno che un po’ di footing li aiuterebbe a scaricarsi ma poi “non trovano mai il momento giusto” per uscire e sgranchirsi. Il suggerimento è di forzarsi un po’ a fare qualcosa di positivo. Se abbiamo individuato una via d’uscita, non sapremo mai cosa c’è dietro la porta se non l’apriamo. Perciò anche se abbiamo paura di scoprirlo, facciamolo ugualmente. Il depresso, infatti, ha paura di guarire e spesso preferisce alimentare il dolore e stare male piuttosto che salvarsi. Forzatevi e diventati attivi.
Questi tre consigli sono il primo passo per svegliarmi dal torpore indotto dalla depressione.

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