In cosa consiste l’esame da avvocato e come prepararsi ad affrontarlo

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Opinione scritta da: Redazione 10:57:10 07-07-2014

All’esame di avvocato possono essere ammesse le persone che hanno ottenuto al termine degli studi una laurea specialistica, oppure magistrale o, ancora, in Giurisprudenza (a ciclo unico, appartenente al vecchio ordinamento).

L’esame è composto da 3 prove scritte e da 1 prova orale, quest’ultima pubblica e con una durata compresa tra i 45 e i 60 minuti.

I temi delle prove scritte sono formulati dal Ministero della Giustizia; nei primi 2 giorni dovranno essere forniti 2 pareri, uno in tema di diritto penale e uno di diritto civile; il terzo giorno dovrà essere steso un atto giudiziario. La Commissione d’esame, dopo aver valutato le prove, esprimerà un giudizio; nelle prove scritte dovrà essere raggiunto un risultato di almeno 90 punti, che daranno diritto ad effettuare la prova orale, solitamente fissata entro 6 mesi.

L’esame da avvocato 2013/2014 si è svolto, per quanto riguarda la parte scritta, nel mese di Dicembre. I candidati hanno dovuto presentare l’iscrizione direttamente (oppure inviandola via posta) alla Corte d’appello nella quale si sono tenute le prove.

Tra tutti i partecipanti, a livello nazionale, i risultati hanno visto il 39,9% dei candidati passare gli scritti; in molti casi, le Commissioni sono state costrette ad esaminare più volte gli esami e alcune prove sono state annullate a causa di atti illeciti compiuti dai candidati stessi (a Catanzaro, ad esempio, l’8% degli scritti è stato annullato perché è risultato copiato da internet).

L’orale è previsto per i primi giorni del mese di Luglio 2014.

La prima cosa da fare per prepararsi a sostenere l’esame da avvocato è ripassare le principali nozioni sul testo utilizzato negli anni di università; non sarà necessario memorizzare quanto riportato, sarà sufficiente avere ben chiaro in mente le funzioni dei vari istituti.
Accanto al testo universitario è consigliato leggere sentenze recenti della giurisprudenza; negli ultimi anni, infatti, è stata frequente la presenza in fase di esame di casi tratti dalle sentenze. In modo particolare, bisognerebbe concentrare l’attenzione sulle questioni riguardanti i più importanti istituti codicistici (anche su quei casi che risultano ancora pendenti).

Oltre alla lettura e al ripasso è fondamentale, a partire da qualche mese prima dell’esame, allenarsi a scrivere cercando di rielaborare, nel modo più personale possibile, le diverse sentenze. In questo modo sarà più alta la possibilità di passare l’esame scritto.

Per chi, invece, ha già sostenuto l’esame a Dicembre ed ha passato la prima fase, un consiglio è quello di approfondire solamente le materie scelte, in modo da avere le idee molto chiare ed essere pronti ad affrontare con la necessaria tranquillità il colloquio.

Cercare di tenere a mente troppe nozioni avrebbe solo il rischio di portare grande confusione e, di conseguenza, maggiore incertezza e agitazione.
Occorre ricordarsi che essere già riusciti a passare ben 3 prove scritte è già un ottimo viatico per il successo finale.

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