Cosa c’è dentro il kebab?

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Opinione scritta da: Redazione 16:05:13 06-04-2011

Quando si parla di kebab si fa riferimento a un piatto a base di carne tipico della tradizione gastronomica araba, turca e persiana, che negli ultimi anni è divenuto particolarmente popolare in Europa occidentale e in America settentrionale in virtù degli immigrati giunti dal Medio Oriente. Il metodo di cottura tipico del kebab, che significa carne arrostita, è rappresentato appunto dallo spiedo verticale. Ma cosa c’è dentro il kebab? Ovviamente l’alimento principale è la carne, solitamente di manzo o di agnello, ovviamente non di maiale, che è vietato dall’Islam. La carne è tagliata a piccole fette, sagomata e quindi posizionata sullo spiedo verticale. Qui va a formare un cilindro piuttosto grosso: in cima a tale cilindro sono infilate delle parti grasse che vanno a scolare e in questo modo impediscono che la carne arrostita abbrustolisca e diventi secca in maniera eccessiva. Lo spiedo così preparato viene fatto ruotare in prossimità di una fonte di calore (oggi si tratta di macchine apposite che usano il gas o l’elettricità, una volta erano griglie speciali). La carne viene condita o marinata già prima di essere cotta. Il condimento viene realizzato con diverse spezie, sapori che variano a seconda del cuoco: dal coriandolo al peperoncino, passando per cannella, menta, origano, aceto e cumino. La carne, poi, viene tagliata direttamente da fuori, dal cilindro, mentre la cottura procede. Il movimento del taglio viene eseguito dal basso verso l’alto, in modo tale che il grasso che si è sciolto resti sulla carne e vada a impregnarla. Il taglio viene effettuato mediante una semplice macchina elettrica che realizza fette molto sottili. Detto, dunque, che l’alimento principale è costituito dalla carne, il kebab viene servito in pane arabo, nel quale vengono inserite verdure come l’insalata, i pomodori, la cipolla e le patatine fritte, oltre a varie salse. Può trattarsi di salse tradizionali come la maionese, la barbecue o il ketchup, quando si tratta di andare incontro alle esigenze dei clienti europei, oppure salse che derivano dai tempi passati, con la pasta di sesamo, chiamata tahini, l’hummus, a base di ceci, o una salsa di aglio e yogurt, il tzatziki. Il kebab più diffuso è il cosiddetto doner kebab. Esistono, poi, altre versioni, come per esempio l’urfa kebab e l’adana kebab, il cui nome deriva dalla località in cui sono nati. Il primo è caratterizzato da un alto contenuto di spezie, mentre il secondo è decisamente piccante, in virtù del peperoncino rosso presente. Entrambi vengono realizzati insieme con focaccine di grano, cipolle, insalata e grano spezzettato, oppure con una focaccia. Il kebab più apprezzato, comunque, rimane l’iskender kebab, che al proprio interno contiene una salsa realizzata con yogurt, pomodoro e burro fuso. In Italia, il doner kebab tradizionale si è evoluto anche nelle versioni di pizza kebab e piadina kebab, trovando comunque l’avversione dei tradizionalisti, che tra l’altro osteggiano anche l’introduzione nella pietanza della patatine fritte, del ketchup e di altri ingredienti occidentali.

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Giudizio positivo Vantaggi: In Italia, il doner kebab tradizionale si è evoluto anche nelle versioni di pizza kebab , Il kebab più diffuso è il cosiddetto doner kebab

Giudizio negativo Svantaggi: non piace a tutti

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Tag: cibo cucina araba kebab

Categoria: Mangiare e bere

 

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