Cosa bisogna sapere sul virus Ebola

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Opinione scritta da: Redazione 10:22:01 08-04-2014

In quest’ultimo mese l’epidemia di Ebola sta scuotendo il mondo intero. L’epidemia scoppiata in sordina in Guinea e Costa d’Avorio, sta creando un forte stato di agitazione nell’Africa occidentale e nell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il nome del virus deriva dal luogo in cui nel 1976 scoppiò la prima epidemia, la valle dell’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. L’Ebola è una febbre emorragica appartenente alla famiglia Filoviridae ed è talmente aggressivo da essere spesso fatale per gli uomini. L’agente patogeno, soprattutto nel sottotipo chiamato Zaire, si distingue per un elevato tasso di mortalità, superiore al 50%. Dopo un’incubazione di pochi giorni, l’infezione esplode con febbre alta, dolori muscolari, nausea, vomito e rush cutaneo.

La morte di quanti sono contagiati dalla febbre emorragica avviene nel giro di due settimane per la compromissione degli organi interni, difficoltà nella coagulazione e incapacità del sistema immunitario di produrre anticorpi. Le molteplici sintomatologie in comune con la malaria, il tifo e l’influenza determinano spesso un ritardo nella diagnosi.

La prognosi tardiva non permette di isolare il paziente originando un rapido contagio. L’epidemia è trasmessa dai soggetti infetti, sia uomini sia animali, tramite contatto di sangue, fluidi corporei (lacrime, saliva e sperma) e oggetti contaminati (dispositivi medici, siringhe, lenzuola e coltelli).

Gli scienziati sostengono che con ogni probabilità il serbatoio naturale del virus sono gli enormi pipistrelli chiamati “volpi volanti”, le scimmie o altri animali che vivono nelle foreste pluviali africane. Non esistendo alcun vaccino e nessuna cura in grado di debellare del tutto la febbre emorragica, gli unici rimedi risiedono nell’isolamento dei pazienti colpiti e nel prestare attenzione a rispettare elementari misure igienico-sanitarie (lavare cibo e mani e indossare guanti e mascherine).

Negli ultimi mesi l’Ebola sta uccidendo soprattutto in Guinea. Il terribile bilancio è di 83 morti su 123 persone contagiate. L’epidemia sta viaggiando a grande velocità, partita dai villaggi di Guekedou, Macenta e Kissidougou ha raggiunto in breve tempo la capitale Conakry. Il virus preoccupa i paesi vicini come Liberia e Senegal che hanno deciso di chiudere le loro frontiere, per emarginare l’epidemia. L’Ebola, infatti, differentemente dai casi precedenti, non è localizzata solo nelle aree rurali, ma si diffonde anche nelle zone più popolose dell’Africa occidentale.

Medici senza Frontiere e la Croce Rossa stanno intervenendo per circoscrivere in breve tempo il virus mortale, salvare numerose vite e educare gli abitanti sulle precauzioni da adottare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunque consigliato di evitare viaggi nelle zone colpite, pure trattandosi di aree delimitate e chiuse ai percorsi turistici.

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