Cos’è uno tsunami?

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Opinione scritta da: Redazione 10:13:08 15-03-2011

Lo tsunami, termine ormai utilizzato in tutte le lingue del mondo e che in giapponese significa “onda di porto”, indica un’onda anomala, di proporzioni superiori alla norma, che si produce in seguito ad episodi naturali straordinari come ad esempio frane sottomarine, terremoti, caduta di meteoriti o eruzioni vulcaniche. Va specificato che non necessariamente i terremoti creano automaticamente degli tsunami, ma ciò deriva dai movimenti che il terremoto provoca sulla crosta terrestre e sul conseguente spostamento delle masse d’acqua.

Lo tsunami si sviluppa in tre stadi: generazione, propagazione e inondazione.

Un cambiamento di condizione dei fondali marini porta a smuovere grandissime masse di acqua che creano in superficie delle onde lunghe addirittura centinaia di chilometri ma molto basse che trasportano tutta l’acqua sottostante, diventando così infinitamente potenti: la forza con cui l’onda si infrangerà sulla riva sarà infatti proporzionale alla massa d’acqua smossa dal punto di origine dello tsunami. Proprio per questo motivo, gli tsunami originati da cambiamenti in fosse oceaniche o in ogni caso molto distanti dalle coste hanno una forza distruttrice incredibilmente maggiore rispetto a quelli prodotti da movimenti della crosta terrestre vicini alle coste.

La propagazione dell’onda avviene ad una velocità molto elevata che può arrivare fino a 500 o addirittura 1000 chilometri orari.

L’infrangimento, il momento più devastante di questo fenomeno, avviene quando l’onda arriva presso la costa; entrando in contatto con un fondale più basso, l’onda diminuisce la sua velocità fino ad arrivare addirittura a 90 chilometri orari: il rallentamento dell’onda provoca l’arrivo di quelle successive che vi si inseriscono, creando così il fenomeno del “run-up” aumentando l’altezza e la potenza dell’onda. Nel caso invece il cuore dell’onda arrivi a riva prima della sua cresta, si crea un fenomeno strano quanto potente: il mare viene “risucchiato” dall’onda, poi arrivano le onde successive e si viene a creare nuovamente il run-up, prima che tutta la massa venga rigettata sulla riva con tutta la potenza portata dallo tsunami.

La differenza tra le normali onde e un’onda di uno tsunami è sostanziale: le onde normali muovono solamente le masse d’acqua superficiali senza coinvolgere le masse d’acqua sottostanti e proprio per questo motivo si infrangono sulla costa o sulle barriere che incontrano senza provocare danni. Le onde dello tsunami invece coinvolgono le masse d’acqua sottostanti e, quando si infrangono sulla costa, superano le barriere e si estendono nell’entroterra a volta anche per decine di chilometri; a volte invece creano una muraglia d’acqua che si infrange con effetto devastante sulla costa.

Gli effetti di uno tsunami sono devastanti, sia direttamente in seguito alla potenza dell’onda, sia indirettamente, con danni secondari legati alla distruzione di linee elettriche, linee del gas e fondamenta delle abitazioni, senza dimenticare i danni alle coltivazioni e alle falde acquifere. La scala per stabilire l’intensità di uno tsunami è la scala Ambraseys-Sieberg che rileva gli tsunami da quelli “molto deboli” fino a quelli classificati come “disastrosi”.

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Giudizio positivo Vantaggi: Un cambiamento di condizione dei fondali marini porta a smuovere grandissime masse di acqua , La scala per stabilire l'intensità di uno tsunami è la scala Ambraseys-Sieberg

Giudizio negativo Svantaggi: gli effeti di uno tsunami sono devastanti

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Tag: fenomeni ambientali mare tsunami

Categoria: Ambiente

 

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