Cos’è l’albero genealogico?

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Opinione scritta da: Redazione 15:48:54 22-12-2010

La genealogia è la scienza che studia i legami di parentela tra le persone e si occupa di ricostruirli basandosi su documenti storici. Il lavoro del genealogista non è quindi un lavoro facile: egli deve passare al setaccio biblioteche e archivi e deve conoscere il latino e le vecchie forme dell’italiano, per poter facilmente interpretare e capire testi vecchi anni o secoli. Per esercitare questo mestiere non esiste un diploma, occorre solo tanta passione per il diritto e per la storia e tanta pazienza per effettuare ricerche che possono portare a risultati anche solo dopo mesi di lavoro. Tuttavia, al termine delle sue ricerche, il genealogista avrà la soddisfazione di aver ricostruito, per una o più famiglie, una genealogia precisa e dettagliata, che prende il nome di albero genealogico. L’albero genealogico è quindi un elenco, spesso disegnato sotto forma di grafico, da cui appunto il nome di albero, in cui sono riportati i nomi e i cognomi degli antenati di una famiglia. Generalmente, l’albero genealogico è costituito da caselle, quadrate per gli uomini e circolari per le donne, in cui possono essere riportati anche la data e il luogo di nascita. Le caselle sono poi unite da linee che rappresentano le relazioni marito-moglie o genitori-figli.

Vediamo ora nel dettaglio come viene costruito un albero genealogico.
La ricerca genealogica, proprio perché, come detto prima, non è facile da realizzare, non può essere improvvisata. Il primo consiglio, per iniziare, è quello di escludere, almeno in un primo momento, i parenti collaterali (cugini, zii, fratelli e sorelle), per dedicarsi solo agli ascendenti diretti, ovvero genitori, nonni, bisnonni, e così via. Si inizia interrogando i propri parenti, cercando vecchie foto o vecchi documenti di famiglia. Grazie a questo sistema, si arriva senza troppa difficoltà sino all’Ottocento e, se si è fortunati, anche al Settecento. Esaurite le risorse delle memorie di famiglia, si passa a consultare gli archivi. Gli atti di stato civile sono un utile strumento: dagli atti di matrimonio, di nascita e di decesso, si può lentamente risalire la scala generazionale, almeno fino alla metà del Cinquecento, quando, grazie al Concilio di Trento del 1564, si cominciò a conservare l’archivio di stato civile. Le notizie, da qui ad andare ancora più indietro del tempo, si fanno più frammentarie e ci si deve affidare solo alla precisione dei preti, che registravano i nomi dei battezzati. Tuttavia, qui ci si imbatte in un grosso limite: se i nostri antenati non erano cristiani, non si troveranno loro tracce nei registri dei battezzati, ma bisognerebbe andare a ricercare in altre fonti, tra cui i registri delle altre religioni, come ad esempio i registri delle circoncisioni degli ebrei.

Tuttavia, oltre a questo difficile lavoro di ricerca, che si avvicina molto a quello che in realtà fanno i genealogisti, grazie alla tecnologia, oggi chiunque vuole ricostruire il proprio albero genealogico, può fare ricorso alle infinite opportunità offerte da Internet. Digitando, su qualsiasi motore di ricerca, la parola “genealogia” o “albero genealogico”, vengono presentati numerosi siti che offrono la possibilità, gratuita o meno, di ottenere la ricostruzione della propria scala generazionale.

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