Cos’è l’acqua di Labarraque?

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Opinione scritta da: Redazione 8:53:15 25-05-2011

L’acqua di Labarraque fu scoperta circa 200 anni fa e rappresenta ancora oggi uno dei disinfettanti più usati in Italia e nel Mondo. Infatti questa particolare soluzione non è altro che ciò che la maggior parte di noi conosce come candeggina, varechina, amuchina o euclorina. E’ costituita da una soluzione al 5% in acqua di ipoclorito di sodio (NaOCl), un sale dell’acido ipocloroso il quale, reagendo con l’acqua, forma sodio idrossido (NaOH) ed acido ipocloroso (HOCl), il quale è il vero e proprio agente attivo e disinfettante. In particolare possiamo soffermarci quindi sulle proprietà molecolari dell’acido ipocloroso e sulle sue capacità antibatteriche. Questa molecola infatti è elettricamente neutra e molto piccola ed è per questi due motivi in grado di penetrare senza troppe difficoltà all’interno della membrana cellulare della cellula batterica sfruttando appunto le sue dimensioni ridotte e la sua inerzia dal punto di vista di carica elettrica. Penetrando all’interno della cellula, l’acido ipocloroso riesce a sprigionare la sua forza antibatterica e quindi ad uccidere questi microrganismi.
In acqua inoltre l’acido ipocloroso effettua una dissociazione in H+ ed OCl-, reazione reversibile a seconda del pH: a pH acidi infatti va a generarsi l’acido ipocloroso, il quale possiede una maggior attività antibatterica e germicida, mentre a pH alcalino si ha una maggior formazione dello ione ipocloroso (OCl- appunto), il quale ha una minor attività germicida rispetto all’acido dal quale si origina. L’attività massima dal punto di vista disinfettante e germicida si ha quindi nel caso in cui la formazione di acido ipocloroso è massima, ovvero a pH relativamente acidi, vale a dire attorno al pH=5. Salendo di pH infatti, si ha una minor tendenza del composto a formare l’acido ed una maggior propensione verso lo ione il quale, avendo un potere germicida di circa 1/80 rispetto all’acido relativo, viene utilizzato in misura minore per tali scopi.
Occorre comunque tener presente, oltre a ciò che l’acqua di Labarraque, o candeggina, tende con il tempo a degradarsi e quindi a perdere il proprio potere disinfettante. Inoltre, la sua efficacia come agente germicida raggiunge picchi a temperature abbastanza elevate, calando leggermente per temperature più basse, dove comunque rimane efficace, sebbene in misura minore. Altro fattore da controllare, come accennato sopra, è il pH: si diceva che l’attività germicida risulta massima ad un pH attorno a 5; occorre ricordare anche come sia necessario che il pH si mantenga comunque entro certi limiti, ovvero che non superi il valore di 9, dove l’efficacia si perde praticamente del tutto.
Anche le sostanze organiche, se vengono a contatto con la soluzione, possono ridurne l’efficacia incorporando la molecola dentro di sé: ciò avviene in particolar modo per ciò che concerne i lipidi, soprattutto gli acidi grassi polinsaturi, e nello specifico con massimo effetto a pH intorno al 5.
Ultimo fattore da controllare è l’esposizione alla luce ed al calore, in quanto questi due agenti provocano l’instabilità della soluzione e la fanno perdere in efficacia.

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Giudizio positivo Vantaggi: le sostanze organiche, se vengono a contatto con la soluzione, possono ridurne l'efficacia , fu scoperta circa 200 anni

Giudizio negativo Svantaggi: se si espongono al sole si provoca l'instabilità della soluzione

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Tag: acqua di Labarraque disinfettanti ph

Categoria: Ambiente

 

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