Cos’è la sindrome di Munchausen?

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Opinione scritta da: Redazione 18:56:49 21-12-2010

La sindrome di Munchausen è una patologia apparente, che viene determinata in maniera volontaria dal paziente e che ha come effetto la comparsa di segni clinici non diversi da quelli di altre malattie. Si tratta di disturbi non reali, che spesso il medico non riesce a riconoscere all’inizio, e che vengono identificati quando si stabilisce che le patologie che di solito provocano i sintomi manifestati non sono presenti. Generalmente, i soggetti che presentano tali disturbi non reali meditano il modo in cui convincere il medico che la loro sofferenza è reale. Le cause di tale sindrome sono esclusivamente sociali e o psicologiche. I disturbi simulati dai pazienti possono essere anche gravi, come infarto del miocardio, febbre criptogenetica, addome acuto, emottisi e ematemesi. Spesso i soggetti si autoprovocano ascessi, e le loro pareti addominali possono presentare uno o più cicatrici. Non sono rari, inoltre, i casi di amputazione di dita o arti. In principio i pazienti subiscono trattamenti all’interno di cliniche mediche o chirurgiche, ma, essendo l’origine della sindrome quasi completamente psicologica, la competenza è di tipo psichiatrico. In effetti la sindrome non è solo una simulazione non onesta di uno o più sintomi, ma è segnale di notevolissima difficoltà dal punto di vista emotivo. I pazienti, solitamente, presentano personalità estremamente istrioniche. Non si tratta di persone deboli, ma piene di risorse e particolarmente intelligenti. In effetti, per una persona comune o poco attenta sarebbe difficile fingere una malattia. Essi, invece, conoscono con estrema precisione ogni procedura clinica. Non si possono definire dei simulatori, poiché, nonostante le simulazioni avvengano, e siano deliberate, le ragioni per cui ci si comporta così sono quasi totalmente inconsce. Frequentemente alle spalle dei pazienti è possibile rintracciare un passato di violenze psicologiche e fisiche subite. I soggetti, insomma, manifestano dei disturbi che hanno a che fare con la propria identità. Una emotività fin troppo intensa e un controllo degli impulsi assolutamente poco efficace determinano anche relazioni con le altre persone dominate dall’instabilità. Inoltre, i pazienti mostrano un senso della realtà inesistente, e possono rendersi protagonisti di episodi psicotici di breve durata. I soggetti, dunque, da una parte manifestano la necessità di assistenza, ma dall’altro si dimostrano totalmente incapaci di riporre fiducia in qualunque figura autoritaria, che viene costantemente messa alla prova, se non addirittura irrisa o provocata. Ne conseguono frequenti sensi di colpa e derivanti volontà di autopunizione. Vi è poi una variante di tale sindrome, che è la sindrome di Munchausen per procura, nell’ambito della quale un bambino sostituisce il paziente. Il padre e la madre, infatti, generano un’anamnesi falsa, e così possono danneggiare il figlio, somministrando farmaci oppure aggiungendo medicinali o altri tipi di contaminanti ai campioni di urine che devono essere analizzati, allo scopo di simulare una patologia.
Può accadere, infine, che una persona simuli disturbi, ma non bisogna confondere questi comportamenti con la sindrome di Munchausen, poiché tali soggetti simulano una sola patologia, e, soprattutto, lo fanno solo in conseguenza di una situazione di stress.

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