Cos’è la psicolinguistica?

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Opinione scritta da: Redazione 8:40:21 10-02-2011

La psicolinguistica è un ramo della psicologia cognitiva che analizza i processi sia cognitivi che sociali e affettivi attraverso i quali l’essere umano acquisisce, utilizza ed eventualmente perde l’uso del linguaggio.
Essa viene anche chiamata anche più semplicemente con la dicitura Psicologia del linguaggio e vede la sua nascita come disciplina autonoma all’interno della psicologia intorno agli inizi degli anni cinquanta.

Le scienze cognitive studiano in modo molto approfondito il processo del linguaggio, il quale ha sia un versante affettivo e sociale, dovuto all’importanza che assume nella comunicazione tra le persone, che un versante fisiologico, che vede interessato un apparato vocale, il sistema motorio, il sistema nervoso.
La psicolinguistica quindi non è altro che l’insieme di studi di tutti quei fattori psicologici e neurobiologici sui quali si strutturano l’acquisizione, la comprensione e anche l’utilizzo del linguaggio negli esseri umani.

La linguistica si occupa quindi della lingua in quanto sistema formale, in quanto le parole che costituiscono qualunque sistema linguistico non sono casuali ma seguono delle precise regole.
Gli ambiti studiati dalla psicolinguistica sono diversi e comprendono tra le altre cose la fonologia, la semantica, la morfologia, la sintassi, oltre che altri aspetti che riguardano per lo più l’intonazione della voce, gli accenti, le pause, le espressioni facciali.

Innanzitutto c’è da puntualizzare che la psicolinguistica analizza il linguaggio in base alle sue due funzioni principali.
La prima funzione che viene studiata è quella di comunicazione.
In secondo luogo viene analizzata la funzionalità rappresentativa del linguaggio, ossia la relazione tra i segnali fisici scritti o emessi con il loro significato astratto e di pensiero.

Non va dimenticato inoltre che negli studi della psicolinguistica si intrecciano anche ambiti più particolari.
Tra questi troviamo ad esempio la psicolinguistica evolutiva che studia il processo di apprendimento e di uso del linguaggio durante, appunto, l’età evolutiva.
Un altro ramo della psicolinguistica è quello più generale che studia il linguaggio nell’essere umano adulto e considera anche i casi di bilinguismo.
Non da ultimo vengono considerati i casi di psicolinguistica applicata, che si occupa dell’uso e dell’acquisizione del linguaggio all’interno delle istituzioni.
Infine il linguaggio deve essere analizzato anche nelle sue disfunzioni, come le afasie e le agrafie, e di questo si occupa prevalentemente la neurolinguistica.

Per quanto concerne le tecniche di studio questa branca della psicologia utilizza prevalentemente il metodo scientifico, ma mentre la psicolinguistica evolutiva e quella applicata si focalizzano sull’osservazione della produzione del linguaggio e delle strategie conversazionali, la psicolinguistica generale pene le basi dei suoi studi sulla comprensione del linguaggio attraverso la metodologia sperimentale.

I risultati degli studi effettuati dalla psicolinguistica vedono diverse tipologie di applicazione, molto utili tanto in ambito sperimentale che in quello medico e riabilitativo.
Innanzitutto, infatti, sono dati che possono essere utilizzati in neuropsicologia clinica o la logopedia, per la riabilitazione all’interno delle strutture ospedaliere o appunto nei centri specializzati nella riabilitazione.
Ma allo stesso modo tali studi possono permettere di giungere ad una sempre maggiore comprensione dei processi linguistici anche nei soggetti normali.

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