Cos’è la distanza iperfocale?

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Opinione scritta da: Redazione 9:36:44 10-02-2011

In un apparecchio fotografico , la distanza iperfocale è la messa a fuoco per l’ infinito atta ad avere la distanza minima dell’ obiettivo a cui si devono trovare gli oggetti che si vogliono riprodotti nitidamente .
Chi possiede una macchina fotografica digitale avrà sicuramente notato alcune diciture presenti sul gruppo ottico con delle cifre espresse in millimetri . Questi numeri servono a far capire la lunghezza focale supportata dalla macchina fotografica che , poi , è la porzione della scena che la macchina fotografica è in grado di catturare .
Naturalmente le digicam che possederanno un’ ottica grandangolare riusciranno a catturare una porzione maggiore .
La lunghezza iperfocale dipende dall’angolo di campo e dalla dimensione del sensore secondo la formula : Nc / 2f+ f , dove ” N ” è indicato il rapporto focale di apertura , ” c ” (CMC) è il circolo di confusione ( prendendo ad esame un piccolo cerchio in lontananza , esso è la cosa che l’occhio umano riesce ancora a distinguere nitidamente ), ” f ” la distanza focale dell’ obiettivo . L’ occhio umano ha una visione paragonabile a quella di una focale di 50 millimetri .
Se si imposta l’obiettivo focale su 50 millimetri ( mm ) con diagramma 8 , l’ iperfocale che ne risulta è di circa 10 metri che sta ad indicare una profondità di campo da 5 metri fino all’infinito .
Dato che le fotocamere digitali possono avere sensori di dimensioni diverse , per rendere più comprensibile le caratteristiche tecniche , si preferisce riportare non la lunghezza focale effettiva ma quella equivalente ad una macchina a pellicola da 35 millimetri .
Le digicam che hanno una focale sotto i 35 mm possono considerarsi dotate di un buon grandangolo .
Sotto i 28 millimetri si parla di supergrandangoli .
Queste macchine fotografiche sono caratterizzate da autofocus piuttosto veloci che ci consentono di non perdere l’attimo e la stessa velocità la troviamo nell’ elaborazione delle immagini , cosa che permette sequenze di scatto ravvicinate . Di fatto una delle caratteristiche più apprezzate dai fotografi è quello di controllare con precisione la profondità di campo utilizzando le varie ottiche e i comandi manuali che regolano la combinazione di apertura del diaframma e dell’ otturatore .
Quando l’ autofocus non funziona e la messa a fuoco manuale diventa impossibile , entra in gioco la tecnica fotografica dell’ iperfocale , ossia si regola la distanza di messa a fuoco in modo da garantire l’estensione della nitidezza fino all’infinito (ottica), alla metà di tale distanza , sia del primo piano che dello sfondo di un’ immagine nello stesso tempo .
La distanza iperfocale vede il suo uso nella fotografia di paesaggi dove la priorità è di ottenere la massima area a fuoco con la miglior qualità possibile .

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