Cos’è la cedolare secca sugli affitti?

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Opinione scritta da: Redazione 18:07:00 26-01-2011

Durante la riunione del 4 Agosto 2010, il Consiglio dei Ministri ha avvallato uno schema circa un decreto di legge sulla riforma del federalismo fiscale con le seguenti disposizioni:
- devoluzione della fiscalità immobiliare ai rispettivi comuni.
- a partire dal 2011 viene introdotta la cosiddetta c.d. “cedolare secca” , esclusivamente per quanto riguarda gli immobili abitativi, e da applicare ai redditi legati all’affitto dell’immobile.
- a partire dal 2014 verranno introdotte rispettivamente l’Imposta municipale propria e l’Imposta municipale secondaria facoltativa.
Ciò che maggiormente salta all’occhio come novità di maggiore rilievo è senza ombra di dubbio proprio la cedolare secca sugli affitti che potrebbe essere definita come una sorta di regime fiscale facoltativo, a scelta del proprietario di beni immobiliari locali, il quale potrà decidere se optare per questo nuovo regime o per il precedente.
A partire da quest’anno il canone di affitto inerente ai contratti stipulati per immobili relativi al servizio di locazione, e immobili affittati congiuntamente all` abitazione propria, potrà sottostare, naturalmente a scelta del locatore, a questa nuova tassa in sostituzione dell’IRPEF con relative addizionali. Da quest’anno appunto, e fino al 2014, data in cui entrerà in vigore la nuova imposta municipale, per quanto riguarda il prezzo di mercato , oltre al 20% della cedolare andrà versato il 2% per le spese di registrazioni dei contratti di locazione. Fanno eccezione esclusivamente i contratti con canone concordato che già da quest’anno dovranno versare esclusivamente la somma inerente alla cedolare secca.
I proprietari dell’immobile da affittare potranno inoltre scegliere di assoggettare la propria casa alla cedolare secca anche nel caso in cui il loro contratto di locazione non preveda un obbligo di registrazione.
Attualmente l` imposizione fiscale sull’affitto degli immobili al fine abitativo prevede:
- l` imponibilita`dell’ Irpef (più relativi addizionali locali) pari all’ 85% del canone annuo percepito con la locazione.
- per quanto riguarda quelli che vengono definiti “contratti concordati” inerenti alle abitazioni situate nei Comuni ad alta concentrazione abitativa ( secondo la Legge 431/98), oltre alla riduzione del 15%, va ad aggiungersi una seconda detrazione del 30% al netto, quindi complessivamente viene attuata una riduzione del 40,5%.
Con le normative attuali invece la cedolare secca andrà calcolata interamente sul canone locazionale annuo stabilito dalle parti.
Chiaramente in ogni determinata situazione andranno fatte delle considerazioni per valutare, di caso in caso, se sarà più conveniente per il locatore affidarsi alla cedolare secca o se, piuttosto, rimanere fedeli al regime ordinario, considerando in modo particolare l’Irpef dei contribuenti andando così a calcolare l’eventuale effettivo risparmio.

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