Cos’è il Protocollo di Kyoto?

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Opinione scritta da: Redazione 7:43:25 17-02-2011

Il 16 Febbraio 2005 è entrato in vigore in tutto il mondo un importante trattato ambientale chiamato Protocollo di Kyoto (dal nome della città giapponese in cui esso fu firmato). Esso fu formulato e scritto nel Dicembre del 1997 a Kyoto da circa 170 Paesi di tutto il mondo in occasione di un’importante conferenza, la UNFCCC.
Il protocollo di Kyoto prevede delle normative obbligatorie da rispettare per tutti i Paesi che l’hanno sottoscritto. Innanzitutto i paesi industrializzati, ossia quei Paesi nei quali il settore dell’industria e il settore terziario sono maggiormente sviluppati rispetto al settore agricolo, sono obbligati a ridurre drasticamente l’emissione di inquinanti e veleni nell’aria. In particolare questi Paesi sono obbligati a controllare e a limitare la propagazione nell’aria del biossido di carbonio, del metano, del protossido di azoto, i perfluorocarburi, l’esafluoruro di zolfo e gli idrofluorocarbori. Le riduzioni da effettuare si calcolano in base percentuale rispetto alle emissioni controllate e registrate nel 1990: entro 20 anni da quest’anno tutti i Paesi aderenti al Trattato devono ridurre almeno del 8% la propagazione di questi elementi inquinanti.
Gli strumenti che possono essere utilizzati dai Paesi aderenti al trattato per combattere l’inquinamento sono molteplici. A livello nazionale, infatti, possono essere istituite politiche anti-inquinamento, come lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili (eolica, solare, idroelettrica,…) o il miglioramento dell’efficienza delle industrie. A livello internazionale il trattato invece propone a tutti i Paesi una “cooperazione” ecologica: è possibile infatti confrontarsi periodicamente con gli altri Paesi per vedere gli obiettivi raggiunti e i mezzi usati oppure per attuare delle manovre politiche congiunte.

I principali Paesi non aderenti al trattato di Kyoto sono Stati Uniti, India e Cina. Gli USA, responsabili del 36% circa dell’inquinamento dell’aria di tutto il mondo, non hanno accettato il trattato. Tuttavia grandi città americane come Los Angeles e Chicago stanno cercando di adeguare le loro politiche ecologiche sulla linea del Trattato. L’India e la Cina, nonostante la loro grandissima popolazione, non sono tra i principali Paesi inquinanti e non sono dovuti a limitare le emissioni di Gas nocivi nell’aria. I Paesi che non hanno aderito al Trattato di Kyoto sono responsabili del 42% circa dell’emissione di gas nocivi sulla Terra.

Il Trattato prevede che i Paesi industrializzati possano intraprendere i cosidetti “meccanismi flessibili” per attuare le riduzioni dell’inquinamento: Il CDM, ossia il Clean Development Mechanism, consente di attuare un progetto in un paese in via di sviluppo che porti a un beneficio sull’ambiente, il JI, ossia il Joint Implementantion, che permette ai Paesi di realizzare progetti a benificio ecologico su altri Paesi dello stesso gruppo, e l’ ET, l’Emission Trading, che regola lo scambio di crediti di emissione tra i Paesi aderenti.
La Comunità Europea ha aderito completamente al Trattato di Kyoto nell’Aprile 1998 e sta provvedendo anno dopo anno alla regolazione dei gas nocivi.

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Giudizio positivo Vantaggi: è lo strumento più importante per combattere i cambiamenti climatici , riguarda il riscaldamento globale

Giudizio negativo Svantaggi: lo svantaggio è non agire subito

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Tag: kyoto protocollo riscaldamento globale

Categoria: Ambiente

 

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