Cos’è il mal di montagna?

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Opinione scritta da: Redazione 16:51:38 04-02-2011

Il mal di montagna, chiamato anche AMS oppure acute montain sickness, è una patologia che non consente l’adattamento dell’organismo alle altitudini di montagna.
Solitamente questa sindrome si verifica sui 2500 metri sopra il livello del mare.
Questa patologia, se non adeguatamente trattata, può essere addirittura mortale.
La suscettibilità dell’organismo all’altitudine può comunque essere variabile da soggetto a soggetto.
In alcuni casi il mal di montagna si rivela già verso i 1500 metri sopra il livello del mare.
Le cause di questa malattia possono essere: l’entità dell’attività fisica , l’altitudine raggiunta, la suscettibilità dell’individuo e la velocità di ascensione.
Una buona abitudine è una dieta ricca di carboidrati.
I carboidrati solitamente riescono a portare un afflusso maggiore di ossigeno e di energie.
Il mal di montagna è una sindrome costellata da molti sintomi.
Il primo di questi è sicuramente la cefalea. Successivamente può sopravvenire uno di questi sintomi: astenia, l’anoressia, le vertigini, l’insonnia oppure l’irritabilità.
In alcuni casi, quelli più gravi, sono l’edema polmonare d’alta quota, chiamato anche, High-altitude pulmonary edema, e l’edema cerebrale.
Mentre meno gravi sono l’emorragia retinale e gli edemi periferici.
In casi limite è possibile la presenza di confusione, psicosi, allucinazioni, raptus, coma ed infine sopraggiunge la morte.
Bisogna dire che la causa dell’edema polmonare d’alta quota e di quello cerebrale non è del tutto chiara.
L’acclimatamento all’altitudine è uno stato di adattamento ad una quantità inferiore di ossigeno.
L’ossigeno arriva in quantità inferiore in quanto la pressione, ad alta quota, tende a ridursi notevolmente.
In questo modo l’apporto di ossigeno si riduce notevolmente.
Acclimatarsi alla mutata pressione diventa, quindi, una decisione improrogabile.
Per far ciò bisogna stazionare per qualche giorno nel campo base e continuare la scalata con molta lentezza.
Bisogna continuare con questa pratica ogni volta che si sale di altitudine.
Ogni volta che l’altezza aumenta lo stazionamento deve naturalmente aumentare di conseguenza.
Solitamente è comunque sconsigliato scalare più di trecento metri al giorno.
Vi sono alcuni metodi per ridurre i danni provocati dal mal di montagna.
Infatti l’acetazolamide su alcuni individui riesce a far adattare l’organismo alle altitudini.
Per un attacco lieve di mal di montagna è possibile prendere una dozzina di rapidi respiri con una cadenza di cinque minuti.
Inoltre è possibile iniettarsi steroidi per ridurre l’edema polmonare oppure delle bombole di ossigeno per aumentare l’apporto di ossigeno.
L’unica vera cura rimane sempre la discesa del malato a valle.
Inoltre è possibile adoperare la sacca di Gamow.

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