Cos’è il disturbo bipolare?

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Opinione scritta da: Redazione 9:46:13 03-12-2010

I meandri della mente sono affascinanti. Il cervello può essere straordinario e fonte di genio e di grandi scoperte. Tuttavia, a volte, qualcosa può non funzionare e ci si può ritrovare a soffrire di disturbi più o meno gravi.
Uno di questi, sicuramente importante e da curare mediante l’assistenza di uno specialista, è il disturbo bipolare che si può identificare anche nel rango delle psicosi maniaco-depressive.
Una delle caratteristiche principali di tale disturbo è costituito, secondo i medici, dalla presenza, almeno una volta nella vita, di un episodio di tipo maniacale. All’episodio maniacale spesso segue la fase depressiva che, però, può presentarsi anche da sola e non di seguito a sintomi di tipo opposto. In alcuni casi si può notare come tra un episodio di mania e quello di tipo depressivo trascorra del tempo nel quale la persona appare di umore normale.
I disturbi bipolari possono essere di diverso tipo: di tipo 1, di tipo 2, ciclotimici e non diversamente specificati.
La bipolarità di tale disturbo è costituita dall’alternanza e dalla ciclicità di alterazioni dell’umore che, a volte, vengono intervallate da periodi caratterizzati dall’assenza di sintomi.
Durante il periodo maniacale la persona si sente forte, invincibile. È iperattiva, dorme poco, o per nulla, lavora molto ed ha un’alta considerazione di sé; parla spesso e con velocità alterata, è spesso euforica. Si sente in grado di fare molte, moltissime cose ad una velocità spropositata. Diversamente, durante le fasi depressive la persona si ritrova senza forze, non riesce ad alzarsi dal letto, non riesce a lavorare, è pessimista e letargica.
La mania della prima fase può essere lieve o più grave e tra la fase maniacale e quella depressiva può trascorrere un periodo di normalità.

A seconda della gravità della mania e della presenza di periodi più o meno lunghi di depressione si classifica diversamente il disturbo bipolare. Il disturbo 1 è più caratterizzato dalla mania, quello di tipo 2 maggiormente dalla depressione (infatti, spesso, viene scoperto solo nel momento in cui i sintomi depressivi si fanno maggiormente conclamati), mentre quello ciclotimico vede l’alternanza di ipomania (quindi di un tipo di mania lieve) e depressione. Purtroppo non sono rari i casi di suicidio tra coloro che soffrono di questo tipo di disturbo; secondo gli studi si arriva al 19% di mortalità per suicidio tra i pazienti bipolari, ossia ad una percentuale di molto superiore a quella riferita alla popolazione in generale.
Un’importante testimonianza riferita al disturbo bipolare è contenuta all’interno del libro “Una vita bipolare” di Marya Hornbacher che convive, tutt’ora, con questa forma di psicosi. Marya racconta il difficile percorso che ha dovuto affrontare prima di trovare una minima via d’uscita ed una possibilità di sopravvivere, più che di vivere, normalmente.

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