Cos’è il contratto di lavoro ripartito?

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Opinione scritta da: Redazione 15:32:15 23-03-2011

Quando si parla di contratto di lavoro ripartito si fa riferimento a un tipo di contratto di lavoro per mezzo del quale due lavoratori assumono l’impegno di adempiere in maniera solidale a un’unica obbligazione lavorativa, la stessa per entrambi. Il contratto di lavoro ripartito viene chiamato anche job sharing, ed è stato introdotto con la cosiddetta riforma Biagi, all’interno della riforma del mercato del lavoro. A disciplinarlo provvede il decreto legislativo numero 276 del 2003 agli articoli 41 e 45. Il contratto di lavoro assume la forma scritta ad probationem. L’atto, invece, deve includere, tra l’altro, la percentuale, in termini temporali, del lavoro che ognuno dei due lavoratori deve svolgere. Nel caso in cui l’indicazione del tempo non fosse presente, ciascuno dei due lavoratori rimane responsabile nei confronti del datore in maniera solidale. Ricorrendo al contratto di lavoro ripartito, i soggetti assumono l’impegno di garantire al datore un determinato livello di servizio. A sua volta, il datore nel contratto può inserire eventualmente delle penali che entrano in azione nel caso in cui il servizio pattuito non sia assicurato. Nel caso in cui, invece, uno dei soggetti sia assente dal luogo di lavoro, sia volontariamente che per cause di forza maggiore come malattia o sciopero, gli altri soggetti devono coprire il turno di lavoro relativo e non sono previste maggiorazioni di stipendio per il lavoro straordinario. Invece, sono assolutamente vietate, in caso di impossibilità di uno o di tutti e due i soggetti coobbligati, le sostituzioni da parte di terzi. È ammesso, infine, scambiarsi i turni di lavoro o modificarli. In questa circostanza il trattamento economico viene ridefinito in funzione della collocazione oraria e della durata della prestazione (per esempio in caso di turni notturni o festivi). Uno degli svantaggi del contratto di lavoro ripartito è rappresentato dal fatto che non è possibile indicare nell’accordo eventuali sostituti, come detto. Si tratta di una mancanza italiana. Per esempio, la normativa austriaca consente che in seguito al consenso scritto di tutti e due i contraenti il datore di lavoro abbia l’obbligo di assumere con carattere temporaneo un sostituto nel caso entrambi i contraenti dimostrino realmente un’impossibilità di recarsi sul luogo di lavoro. Nel caso in cui uno dei contraenti voglia recedere o estinguere il contratto, chiaramente, anche per l’altro il rapporto di lavoro termina. La disciplina di questo tipo di contratto dipende quasi totalmente dalla contrattazione collettiva. In assenza di essa, si basa sui principi comuni della legge per quanto riguarda il lavoro subordinato. Oltre che nella già citata Austria, il contratto di lavoro ripartito esiste anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania. Nei Paesi anglosassoni, in particolare, viene anche operata una distinzione tra contratti a lavoro ripartito con responsabilità in solido e contratti a lavoro ripartito con responsabilità individuale. Come detto, la legge italiana prevede solo la prima possibilità. La responsabilità individuale può essere sostituita con due contratti part time, a tempo indeterminato o determinato a seconda dei bisogni. Il job sharing, infine, può anche essere sostituito con la costituzione di una società a responsabilità limitata.

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Giudizio positivo Vantaggi: possibilità di trovare un secondo lavoro, , è stato introdotto dalla riforma Biagi

Giudizio negativo Svantaggi: Gli svantaggi del contratto di lavoro ripartito sono in qualche modo gli stessi per le due parti

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Tag: contratto Lavoro ripartito

Categoria: Lavoro

 

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