Circolare Imu: le abitazioni concesse gratuitamente dai genitori ai figli devono pagare l’IMU?

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Opinione scritta da: Redazione 6:26:46 31-05-2012

L’Imposta Municipale Propria, la cui prima rata dovrà essere versata entro il 18 giugno, lascia ancora qualche dubbio circa la sua precisa operatività. Dovrà essere applicata a tutti gli immobili di proprietà, con distinzioni importanti per le prime e le seconde case.
L’imposta dovrà essere versata da proprietari di immobili commerciali, rurali e residenziali: viene considerata prima casa la casa di proprietà del contribuente in cui è fissata la residenza, anche se ai fini dell’imposta viene denominata “abitazione principale”, con riguardo alla gestione della casa. L’abitazione principale è quindi la casa in cui si ha dimora abitualmente, come risulta dalla residenza anagrafica, salvo prova contraria. Nel caso di dichiarazione del falso, si incorrerà in sanzioni penali; per beneficiare delle detrazioni previste dall’IMU per la prima casa sarà necessario che il proprietario vi dimori effettivamente. A differenza della precedente ICI, nel caso dell’IMU saranno previsti limiti molto più restrittivi, tra gli altri per quanto riguarda le abitazioni concesse gratuitamente dai genitori ai figli.
Con l’ICI erano considerate entrambe prima casa, in quanto l’abitazione concessa era soggetta a comodato d’uso, mentre con l’IMU ci sarà un’applicazione ad entrambe.
La casa dei genitori sarà soggetta all’aliquota agevolata del 4 per mille, quella dove vivono i figli, considerata seconda casa, subirà invece l’aliquota del 7,6 per mille.
Questo perché con l’IMU la prima casa viene considerata quella in cui il nucleo familiare dimora, e deve essere composta da una sola unità: se altri componenti dello stesso nucleo familiare dimorano in unità diverse, queste unità verranno considerate seconde case, anche e soprattutto alla luce del fatto che per l’aliquota agevolata della prima casa è necessario che in quell’immobile risieda il proprietario.
L’unico caso in cui i coniugi potrebbero effettivamente risparmiare sulle aliquote è quello in cui ci sia una residenza in due comuni diversi; viceversa, in caso di residenza nello stesso comune, l’aliquota rimane invariata.

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Giudizio positivo Vantaggi: detrazione di 50 euro per ogni figlio minore di 26 anni convivente , detrazioni: 200 euro per l'abitazione principale

Giudizio negativo Svantaggi: la casa dove vivono i figli, considerata seconda casa, subirà l'aliquota del 7,6 per mille.

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Tag: IMU tasse prima casa

Categoria: Casa e giardino

 

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