Ci sono cure per la gotta?

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Opinione scritta da: Redazione 16:51:10 04-02-2011

* “Gotta”, dal latino “gutta”= goccia, poiché durante il Medioevo si credeva fosse originata da una goccia di qualche umore che si depositava sulle superfici articolari.
* Malattia articolare dovuta ad alterazioni del ricambio dell’acido urico; è caratterizzata dalla presenza nell’organismo di un’anormale quantità di urati e si manifesta nelle fasi precoci con una artrite acuta recidivante, di solito monoarticolare. Nelle fasi croniche si osserva un’artrite cronica deformante e, spesso, una calcolosi uratica renale.
* La malattia colpisce nel 95% dei casi l’uomo al di sopra dei 30 anni di età; nei rari casi di malattia nel sesso femminile l’inizio si ha, di solito, dopo la menopausa.
* Nella mia famiglia mio zio ha cominciato a soffrire di gotta dopo aver avuto la certezza della presenza elevata dell’iperuricemia. Ha cominciato ad avere di tofi nei tessuti articolari e periartricolari.
* Attraverso la cute appaiono come formazioni rotondeggianti di varia grandezza e consistenza, alcune dure, altre molli. Alcuni tofi apparsi sulle dita della mano destra sono diventati molto voluminosi rapidamente.
* Eravamo tutti preoccupati per questa deformazione visibile alle dita della mano e allo zio fu consigliata una visita specialistica per risolvere i dubbi e chiedere consigli per le cure .
* Il medico disse che nell’inquadramento generale di questa malattia del ricambio, tanto importante e oggi nella società dei consumi sempre più frequente, doveva fare un’anamnesi generale per scoprire se in famiglia c’era qualcuno che soffrisse di obesità, di diabete, di ipertensione arteriosa e di arteriosclerosi, tutte malattie croniche definite genericamente degenerative.
* Questo rilievo trova pratica applicazione nella cura e nella prevenzione della gotta e specificamente nello stabilire un opportuno e ben individuato regime igienico-dietetico.
* Non è stata richiesta allo zio una rigorosa monotona dieta priva dei cosiddetti corpi purinici ( contenuti in alta concentrazione nelle frattaglie), ma una dieta che gli anglosassoni definiscono “prudent diet” e che si può praticamente riassumere nel motto: “di tutto un poco, ma poco di tutto”.
* Dieta pertanto a relativamente basso tenore calorico globale, con pochi grassi animali crudi ( olio di mais preferibilmente), riduzione o esclusione dei dolciumi sostituiti da una modesta quota di amidi ( pane,pasta, riso, patate), riduzione al minimo degli alcoolici, uso abbondante di bevande acquose con succo naturale di agrumi.
* Lo zio ha tenuta controllata la sua ipetensione: i saluretici possono far aumentare il tasso di acido urico nel sangue e magari scatenare la crisi acuta di gotta.
* Gli è stato consigliato di evitare ogni strapazzo fisico che potrebbe far aumentare l’uricemia e quindi favorire la crisi di gotta, ma lo zio non dimentica l’esercizio fisico moderato e sistematico ( passeggiate quotidiane, ginnastica, massaggi, balneoterapia calda) come misura profilattica indispensabile

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