A chi spetta la pensione di invalidità?

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Opinione scritta da: Redazione 8:12:48 10-02-2011

L’invalidità è riconosciuta dalla legge ai cittadini che per una infermità non più migliorabile perdono la capacità lavorativa in modo parziale o totale.
Allo stesso modo sono riconosciuti invalidi i cittadini che, anche se non ancora diciottenni o ultrasessantenni, sono colpiti da infermità invalidanti, come ad esempio i soggetti ciechi e sordomuti.

Si parla in questi casi di invalidità civile, che a differenza di altri tipi di invalidità, non si avvale di alcun versamento contributivo.
Il diritto a questo tipo di prestazione assistenziale viene riconosciuto attraverso tre criteri: l’età del soggetto, il reddito e ovviamente il topo e la gravità della invalidità.

L’invalidità civile è una condizione che interferisce con la normale capacità di svolgere alcune funzioni quotidiane a causa di una menomazione fisica o di un deficit mentale o psichico. Si differenzia dall’handicap in quanto quest’ultimo non dipende solo dalla menomazione della persona ma anche dalle condizioni dell’ambiente che lo circonda e per questo è definito svantaggio sociale.

La domanda per ottenere la pensione di invalidità civile deve essere presentata all’Inps attraverso una procedura online, ma solo dopo che la Asl di appartenenza, cui si devono portare tutti i certificati che attestano le condizioni del malato, ha accertato la presenza dei requisiti attraverso una commissione medica preposta a tale lavoro.

Il riconoscimento della invalidità civile del soggetto viene espresso in percentuale a seconda della gravità e quindi della compromissione della capacità lavorativa.
In base a tale punteggio il soggetto può avere il diritto di ottenere alcuni benefici, come appunto la possibilità di percepire una pensione, l’ indennità, alcune tipologie di agevolazioni fiscali, congedi o permessi lavorativi ed anche esenzione dal ticket per le visite specialistiche e per i medicinali.

Oltre questi benefici i soggetti invalidi possono usufruire di quelle che vengono definite Provvidenze economiche, che cambiano in base al grado di invalidità.
La quantificazione percentuale dell’invalidità viene decisa in riferimento al Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 2002 , vi sono infatti delle tabelle di riferimento in cui è indicato per ogni deficit o malattia il valore corrispettivo.
Vi è ad esempio un assegno Assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili al 74% con una età compresa tra i 18 e i 65 anni che non lavorino e abbiano un reddito inferiore a 4.408,95 euro.
La Pensione di inabilità spetta invece ai soggetti sempre di età compresa tra i 18 e i 65 anni, ma la cui invalidità è al 100%, e siano impossibilitati a svolgere qualsiasi attività lavorativa e abbiano un reddito inferiore a 15.154,24 euro.
L’Indennità di accompagnamento è una ulteriore provvidenza economica che spetta ai soggetti invalidi civili al 100% che necessitino di assistenza continua perchè incapaci anche di deambulare o di compiere le attività quotidiane più semplici, ma che non siano ricoverati presso strutture gratuite.
Ai minori di 18 anni che abbiano gli stessi requisiti spetta invece l’indennità mensile di frequenza Mentre l’ Assegno sociale è garantito agli invalidi civili dopo i 65 anni, che abbiano una pensione di inabilità o un assegno mensile.

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