Chi sono le cavie umane?

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Opinione scritta da: Redazione 17:26:32 24-02-2011

Ci siamo mai chiesti come avviene la sperimentazione dei farmaci? Se i mass media si concentrano sugli scandali del farmaco singolo, subito ritirato dal mercato, o sulla fornitura di farmaci scaduti ai Paesi del terzo mondo, si trascura un piccolo dettaglio: la sperimentazione sugli animali, lungi dall’essere valida per l’uomo (e già qui ci sarebbe da ridire) è solo l’anticamera della sperimentazione sulle cavie umane. Di uomini e donne si tratta, e il più delle volte alquanto disperati.
Pochi sanno che i primi test eseguiti sugli animali fornisce dati inutili per la valutazione della sicurezza di un farmaco nuovo per l’uomo, ma è indispensabile solo per ottenere le autorizzazioni necessarie a procedere nelle sperimentazioni successive: appunto, quelle umane.
Oltre la metà dei farmaci approvati causano reazioni secondarie, non evidenziate nelle precedenti fase di ricerca e sviluppo che ne precedono la commercializzazione. Dati paurosi che incidono pesantemente sul bilancio mondiale con oltre centomila casi di morte l’anno.
A ciò si aggiunge il dramma delle cavie umane, quei soggetti cioè, che dietro il pagamento di discrete somme di denaro (ma questo dipende dal tipo di farmaco, dalla sperimentazione che si sta facendo e dalla durata dell’esperimento) si prestano ad assumere pozioni chimiche delle quali si sa poco e spesso niente rispetto alle presunte reazioni che le molecole avranno nei confronti del loro organismo.
Se ci fermassimo qui, sarebbe già tanto. Si raggiunge il massimo quando, dietro la completa mancanza di informazioni, si devono aumentare le dosi sperimentali fino al punto in cui si trova la massima dose di tollerabilità dell’organismo, a un passo dalla morte.
Vale a dire: le grandi società farmaceutiche hanno il compito convincere dei disperati a testare sulla propria pelle sostanze di cui non si conosce praticamente nulla e sperimentare su di loro, per primi, aumentando la dose fino al limite massimo, in cui rischiano la vita.
Ci sono persone che lo fanno di mestiere. Le cavie umane hanno motivi presumibilmente validi per donare il proprio corpo all’altare della scienza: può trattarsi di persone sane, ma prive di lavoro e sostentamento economico, o di uomini o donne malate che non hanno nulla da perdere, alimentando un filo di speranza nei nuovi ritrovati.
Spesso sono persone giovani, che si prestano a spaventose sperimentazioni dalle quali escono, nel migliore dei casi, intossicate. Esistono apposite cliniche per la sperimentazione del farmaco in cui questi personaggi si ricoverano per tutta la durata della sperimentazione, usufruendo in quel tempo di quanto la clinica mette loro a disposizione, oltre un gettone di presenza giornaliera. Sauna, piscina e massaggi sono solo alcuni di questi palliativi, per persone che ormai vivono questo tipo di realtà da anni, spesso incoscienti e ignari dei pericoli cui vanno incontro.
Ingurgitare pasticche e sciroppi, provare unguenti, sperimentare su di sé composti chimici senza sapere nulla di quanto possa accadere, dietro pagamento di consistenti somme di denaro potrebbe essere forse il nuovo modo per combattere una mancanza di lavoro dilagante ed evitare la depressione…
Già, ma se poi non riuscissero a goderseli, quei soldi?

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Giudizio positivo Vantaggi: le cavie umani oggi vengono pagati da coloro che fanno gli esperimenti su di loro , spesso sono persone giovani che non se ne rendono conto della situazione e che sono in ricerca di denaro

Giudizio negativo Svantaggi: gravi danni sulla salute

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Tag: cavie esperimenti umani

Categoria: Salute

 

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