Chi sono i bravi nei Promessi Sposi?

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Opinione scritta da: Redazione 14:55:07 04-02-2011

Nei “Promessi Sposi” i cosiddetti “bravi” rientrano nella categoria dei personaggi minori ossia di quei personaggi secondari che offrono una galleria di tipi realistici e che riflettono precise categorie sociali.
Dal punto di vista etimologico sull’origine del termine “bravi” vi sono due interpretazioni: secondo la prima il termine deriva dal latino “pravi” cioè “cattivi malvagi”, secondo un’altra dal latino “barbarus”.
Entrambe le interpretazioni sono corrette in quanto il termine, secondo quanto sostenuto da diversi etimologi, sarebbe originato dalla contrazione della parola “brabarus” in “brabus”; quanto al significato il termine significa forte, audace, coraggioso ma anche assassino,mecenario da qui l’uso di “bravaccio” nel senso di feroce.

Manzoni da abile ritrattista e caratterista, presenta la figura dei bravi sin dal capitolo primo dell’opera, fornendo una descrizione dettagliata quasi antropologica di questi criminali e delinquenti professionisti al servizio di un signore dal quale ricevevano protezione e mantenimento.
Le figure dei bravi descritte dal Manzoni riflettono il gusto secentesco per la teatralità:nella testa indossavano una reticella verde che cadeva sulla spalla sinistra e che terminava con un fiocco, posto come ornamento all’estremità di un cordone, avevano dei baffi lunghi e folti arricciati nelle punte e portavano quasi in modo ostentato delle armi: due pistole,polvere da sparo, un coltellaccio e uno spadone.

Questa caratterizzazione oltre ad essere presentata con una certa ironia , ha un fondamento storico che l’autore precisa in una disgressione presente proprio nel primo capitolo dove vengono riportati in sintesi passi tratti da alcuni bandi ufficiali dell’epoca in cui si intimava ai bravi di sgomberare la città di Milano.
I bravi quindi non erano solo parte di un fenomeno sociale, ma rispecchiavano uno dei caratteri tipici del Seicento: il gusto per la messa in scena.
Secondo Manzoni infatti il Seicento è stato il secolo in cui trionfò il gusto per le apparenze e i bravi sono specularmente simmetrici alla figura del signore, spesso rappresentato come un tirannello mediocre.

Se don Rodrigo ricorda la figura del don Giovanni, senza tuttavia raggiungere mai la sua spregiudicatezza, il Griso che è al suo servizio, rappresenta la figura di “bravo” che obbedisce solo alla logica della forza, della prepotenza e del denaro.
Per comprendere la figura dei bravi, bisogna capire come era amministrata la giustizia nel Seicento ed è proprio Manzoni a spiegarci che in quel secolo l’impunità era organizzata al punto che i nobili si servivano o dei birri collusi o dei bravi per opprimere le persone pacifiche.

La figura dei bravi è organica alla struttura fortemente ironica del discorso manzoniano, la fine stessa del Griso, il bravo per antonomasia, è un capolavoro di ironia e sarcasmo, ma nello stesso tempo di esplicito riferimento alla giustizia divina che tutto riappiana: tradisce Don Rodrigo, lo deruba e poi muore di peste.

Per quanto riguarda una lettura specifica che inquadra e analizza la figura dei bravi, si consiglia il seguente testo:

Luisa Manfreda, Figura dell’ironia nei Promessi Sposi: il ruolo doppio a rovescio dei personaggi, Metauro, 2006.

PREZZO: 22,00 euro

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