Chi ha bisogno di una dieta povera di sodio?

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Opinione scritta da: Redazione 19:02:35 05-01-2011

Sono i soggetti colpiti da ipertensione a necessitare di una dieta povera di sodio. Il sodio rappresenta il costituente più importante del sale marino, ed è contenuto naturalmente in diversi cibi (in quelli di origine animale in quantità maggiore). Si tratta di un minerale fondamentale per la conservazione dell’equilibrio acido-basico, anche se la sua funzione fondamentale consiste nella regolazione del livello dell’acqua nel nostro corpo. Semplificando, è possibile affermare che la concentrazione di acqua è regolata dal sodio all’esterno delle nostre cellule, e dal potassio al loro interno. Nel momento in cui la concentrazione tra interno ed esterno è la medesima, si ha una situazione di equilibrio osmotico. Una dieta povera di sodio, dicevamo. è consigliata a chi è malato di ipertensione. Nei soggetti ipertesi, infatti, il meccanismo di regolazione omeostatico è imperfetto, poiché la permeabilità al sodio all’interno della cellula è superiore alla norma. Nel caso in cui il sodio venga ritenuto, esso rimane soprattutto all’esterno delle cellule, causando varici e gonfiori. L’ipertensione rappresenta una condizione dismetabolica, che provoca un alto rischio di subire patologie cardiovascolari. Inoltre, è scientificamente provato che l’eccesso di sodio determina l’insorgenza di adiposità localizzate e cellulite. Se è vero che non è solo il regime alimentare a causare l’ipertensione, per la quale intervengono anche fattori come il fumo, la situazione di sovrappeso, l’ereditarietà, lo stile di vita sedentario e l’età, è vero, comunque, che attraverso una dieta corretta, appunto povera di sodio, si possono ridurre notevolmente i rischi di ipertensione. Un basso consumo di sodio, infatti, può ridurre la pressione del sangue (questo è il motivo per cui, tra l’altro, una riduzione del consumo di sodio è consigliato anche alle persone sane). Quali sono, dunque, gli accorgimenti da adottare per diminuire la quantità di sodio ingerito? Non tutti sanno che i bambini piccoli posseggono la capacità di distinguere i quattro gusti primari: essi accettano gli alimenti dolci, rifiutano quelli amari e quelli aspri e scelgono se assumere o no quelli salati. Se si cresce consumando cibi salati, anche da grandi si penserà che per mangiare bene bisogna salare ogni alimento. Un altro aspetto da considerare è che molti degli alimenti che mangiamo sono alimenti preparati o conservati, come per esempio formaggi e salumi, che contengono di per sé una quantità notevole di sodio. Tuttavia, limitare la quantità di sodio è possibile anche effettuando una sorta di riabilitazione delle papille gustative. Insomma, moderando progressivamente il consumo di sale o di alimenti ricchi di sodio, diminuirà anche la propensione per il salato. Meno sale si ingerisce, meno se ne vuole, insomma. L’apporto del sodio nella dieta, dunque, può essere ridotto eliminando il sale e aumentando la quantità di frutta e verdura consumata. E’ bene sottolineare, comunque, che il sodio deve essere ridotto in maniera graduale, e non eliminato totalmente. Il sodio, infatti, è presente in molti cibi naturali, ma anche nell’acqua del rubinetto, o nel cioccolato, o in una torta, o nel pane, o nei dadi per la minestra, o nei sottaceti. Un’ulteriore soluzione, infine, consiste nel consumare acqua minerale a basso contenuto di sodio.

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