Chi era azzurrina?

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Opinione scritta da: Redazione 16:42:17 04-02-2011

Siamo a Montebello, provincia di Rimini, un paese tipico della Romagna, un castello con la sua corte; siamo nel 1375 o giù di lì, ecco che nella corte polverosa tra l’andirivieni di donne e uomini che corrono per ripararsi dall’arrivo dell’imminente temporale, si intravede una bambina. L’abito è elegante, è infatti la figlia del conte Ugolinuccio, signore di Montebello; lo sguardo è un po’ annoiato, nessuno con cui giocare tranne la sua palla fatta di stracci.
Lì per lì potrebbe sembrare uno spettro, invece è una bambina di più o meno sei anni, il pallore che la rende quasi evanescente dipende dal suo essere albina. Si chiama Guendalina, ma oggi tutti si ricordano di lei come di Azzurrina, soprannome che le fu dato per la sua chioma dai riflessi azzurrognoli. La madre tingeva i capelli della piccola con dei pigmenti naturali, ma i capelli degli albini già di per sè refrattari a qualsiasi pigmento e la scarsa efficacia della cosmesi dell’epoca, avevano creato questa insolita sfumatura che la ribattezzò come Azzurrina appunto.
Azzurrina ha una vena di tristezza nel suo sguardo, è una bimba albina, siamo in secoli dominati da superstizioni becere e l’essere diversi viene sempre interpretato come un segno soprannaturale. Il padre in un moto estremo di protezione la teneva rinchiusa per evitare di sottoporre la piccola al pregiudizio e quando usciva era sempre scortata da due guardie.
Il temporale infuria e la piccola continua a giocare con la sua palle, è uno dei primi temporali estivi, è il 21 giugno 1375, giorno del solstizio d’estate, con lei le sue due guardie del corpo, Domenico e Ruggero. La palla rotola giù per le scale che conducono nelle cantine dove si trova la ghiacciaia, la bambina insegue la sua palla, poi un grido, le due guardie corrono e di Azzurrina non c’è più nessuna traccia.
Non c’erano altre vie d’uscita se non quella da dove la piccola era entrata all’inseguimento del suo gioco, il suo corpo non venne mai ritrovato.
E così Azzurrina entrò nella leggenda, una scomparsa misteriosa è ovvio che va a braccetto con storie di fantasmi e si cominciò a narrare del fantasma della piccola intrappolato all’interno del castello e che lo si possa udire negli anni che terminano con zero e cinque.

Dal 1989 il castello è stato riaperto alle visite del pubblico e il percorso di visita ha termine con delle registrazioni in cui vengono fatti ascoltare i segni della presenza di Azzurrina, pianti e singhiozzi infantili sempre ogni lustro.

Del 2010 sono invece strane foto scattate all’interno del castello, le telecamere ad infrarossi di sicurezza avrebbero registrato fotogrammi insoliti, uno che ritrae una sfera di luce che esce dal terreno proprio nel punto in cui si immagina che stesse giocando Azzurrina al momento della scomparsa e starebbe quindi a rappresentare la palla di stracci della piccola.
L’altro fotogramma invece riguarda l’ingresso del castello e si intravede uno spettro di un cavaliere in armatura.

Una storia che è a metà tra storia e leggenda popolare, probabilmente in molti hanno marciato sui risvolti paranormali della vicenda per creare un business attorno alla figura di Azzurrina. Non so chi leggerà, ma a me che sto scrivendo corre un brivido che si origina dietro al collo e scende lungo la schiena.

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