Che cosa rende il vino secco?

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Opinione scritta da: Redazione 8:37:57 25-03-2011

La produzione del vino non è tanto semplice come può apparire in un primo momento, soprattutto e se gli attrezzi utilizzati non sono stati adeguatamente controllati.

Al di là della qualità del vino e del colore dell’uva, inoltre, ci sono molti elementi che ne vanno a costituire le caratteristiche essenziali e lo rendono apprezzabile. Ve ne sono tuttavia altre che altre che ne vanno ad inficiare le preziose qualità organolettiche e rischiano talvolta di mettere a repentaglio il prezioso lavoro, rendendolo assolutamente imbevibile, come accade nel caso di un vino molto secco.

La spremitura del vino con la pigiatrice, prevede che lo stesso si conservi all’interno di botti di legno o in damigiane di vetro che vedono il passaggio, dal semplice mosto ad un tipo di vino che è diverso di anno in anno, pur con la stessa uva, o del posto e della temperatura alla quale sia stato conservato.

La stessa botte in legno tende a rendere il vino aspro, secco, a volte un po’ “legnoso”, e non sempre volutamente. Da un lato, bisogna dire che ci sono degli amanti del gusto aspro, dall’altro che questo non sempre si addice al vino quando si tratta di una caratteristica
dovuta ad una vera e propria alterazione del legno della botte in cui il vino è messo a riposo.

Quando si usano vecchie botti di legno, infatti, può capitare che si siano sviluppate nel tempo delle muffe, oppure degli organismi che sono tipici del legno infracidito dalle stesse muffe. Se ci si accorge presto di questo inconveniente, è semplice ovviarvi; se invece accade dopo molto tempo, il vino può essere anche da buttare.
Può capitare tuttavia che questo gusto così secco, fastidiosissimo, si riscontri anche in vini che non sono affatto conservati in botti di legno, ma si sviluppi nella fase iniziale della spremitura, quando i raspi, che generalmente fanno parte di questo processo, siano infestati dagli stessi microrganismi, o ancora che il sapore aspro sia dato dall’uso di uve che hanno subito molta grandine. I loro chicchi sono stati letteralmente “bruciati” ed il loro sapore va a sovrapporsi a quello dei grappoli ancora buoni, alterandolo.

Quando ci si accorge del sapore secco, può essere già tardi, e il vino risulta imbevibile. Può essere allora venduto per tagliare vini più dolci di produzione industriale, ma non è preferibile, perché il prodotto finito potrebbe manifestare un retrogusto che diventa amarognolo. Piuttosto lo si potrebbe utilizzare per creare dell’aceto madre.

Se l’alterazione risulta in qualche modo sopportabile, si possono utilizzare dei carboni deodoranti, da abbinare al vino in dosi specifiche, travasando lo stesso in altre botti, asciutte e poste in una cantina non molto umida, e utilizzando un filtro apposito che non lasci passare la “posa” che si è formata ed è andata ad inficiarlo. In questo caso, si utilizza un prodotto apposito, sia nel caso del vino bianco che di quello rosso, in cui si formi il deposito che, durante il travaso, resta nella botte iniziale. Per lo stesso fine, anni fa si usava l’olio di vaselina, agitando il vino, e raggrumandone l’emulsione malsana, poi raccolta in superficie ed estratta.

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Giudizio positivo Vantaggi: buon vino , La spremitura del vino con la pigiatrice, prevede che lo stesso si conservi all'interno di botti di legno

Giudizio negativo Svantaggi: La produzione del vino non è tanto semplice come può apparire in un primo momento

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Tag: mangiare e bere vino vino secco

Categoria: Mangiare e bere

 

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