Che cosa causa un terremoto?

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Opinione scritta da: Redazione 9:33:36 09-04-2011

I terremoti sono movimenti rapidi e improvvisi della crosta terrestre, la quale è suddivisa in tante zolle e micro zolle, che possono scivolare le une rispetto alle altre, spinte dal sottostante fluido magmatico, in continuo movimento. Il meccanismo che genera i terremoti è stato spiegato per la prima volta nel 1911 dal sismologo americano Reid, il quale formulò la cosiddetta “teoria del rimbalzo elastico”. Secondo tale teoria, le zolle della crosta terrestre, dette anche placche, si spostano lentamente le une rispetto alle altre di qualche centimetro ogni anno. Il loro comportamento è di tipo elastico, per cui se sottoposte a sforzi e a compressioni, si deformano, accumulando energia nel sottosuolo, senza alcuna manifestazione evidente in superficie. L’energia elastica viene accumulata fino al punto di rottura, quando invece essa viene liberata istantaneamente e si forma un piano di faglia, ovvero una frattura tra le due zolle, che può provocare la manifestazione superficiale del terremoto. Tuttavia, a volte, il meccanismo del terremoto può anche non innescarsi e, in tal caso, vi sono ulteriori accumuli di energia, dovuti agli attriti fra le due parti rocciose lungo il piano di faglia. La tensione continua ad accumularsi per lunghi periodi di tempo in modo graduale, fino a quando non viene vinta la forza di attrito che ostacola il movimento: in pochi secondi, tutta l’energia accumulata viene liberata sotto forma di calore e sotto forma di onde sismiche elastiche. Il punto in profondità dove si verifica la rottura e il conseguente movimento relativo tra le zolle si chiama ipocentro, mentre la sua proiezione in superficie prende il nome di epicentro.
Dall’ipocentro si propagano due tipi di onde sismiche: le onde P e le onde S, entrambe con fronte d’onda sferico. Il passaggio delle onde non provoca spostamento di materia, ma provoca vibrazioni attorno a una posizione relativamente fissa delle particelle che formano i diversi materiali della crosta terrestre. Le onde P, dette primarie o longitudinali, provocano al loro passaggio oscillazioni delle particelle nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Vengono anche chiamate onde di compressione, perché al passaggio dell’onda le particelle adiacenti alternativamente si avvicinano e si allontanano, provocando variazioni di volume nella roccia. Le onde S, dette secondarie o trasversali, provocano oscillazioni delle particelle perpendicolari rispetto alla direzione di propagazione dell’onda e sono generalmente più lente rispetto alle onde P. Quando i fronti d’onda delle onde P e delle onde S raggiungono la superficie, a partire dall’epicentro si propagano onde superficiali, dette onde L. Queste ultime rappresentano la manifestazione superficiale del terremoto e sono quelle maggiormente avvertite dalla popolazione. L’intensità di un terremoto, che dipende dalla quantità di energia che si era accumulata nel sottosuolo prima che venisse raggiunto il punto di rottura, viene detta magnitudo e viene misurata con la scala Richter. La scala Mercalli, invece, non misura la magnitudo, ma riflette l’entità dei danni osservati nel luogo colpito dal terremoto.

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Giudizio positivo Vantaggi: I terremoti sono movimenti rapidi e improvvisi della crosta terrestre , è suddivisa in tante zolle e micro zolle

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Tag: forza della natura scala mercalli terremoto

Categoria: Ambiente

 

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