Come cambiano i contratti con la Nuova Riforma del Lavoro?

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Opinione scritta da: Redazione 8:03:54 03-07-2012

La riforma del lavoro prevede numerose e sostanziali novità relative ai contratti.

Per esempio sul contratto di apprendistato: è stato, infatti, deciso di introdurre una durata minima superiore ai sei mesi, per contrastare il precariato ed evitare che i datori di lavoro ricorrano all’apprendistato solo per trarne vantaggi economici. Per lo stesso motivo il rapporto tra apprendisti e maestranze specializzate in servizio è stato fissato in tre a due: tuttavia, per i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti, tale rapporto diventa di uno a uno. Vale la pena di segnalare un’altra novità, vale a dire quella riguardante la previsione di una minima percentuale di qualificazione: il datore di lavoro, in pratica, non avrà accesso a nuovi rapporti stipulati tramite apprendistato se non avrà confermato almeno la metà degli apprendisti assunti nei due anni precedenti.

Novità in vista anche a proposito dei contratti a tempo determinato: viene eliminato, al fine di sostenere i bisogni di flessibilità delle imprese, il cosiddetto causalone nel caso del primo rapporto presso il datore di lavoro a tempo indeterminato. In questo modo, si potrà stipulare il contratto a tempo determinato per una durata massima di un anno senza la necessità di una causale al momento della stipula. Il computo dei periodi regala, invece, maggiori tutele: il tetto massimo di tre anni, infatti, prevede tra l’altro che la pausa obbligatoria tra la fine di un contratto e l’inizio di uno nuovo passi da dieci giorni a due mesi, per i contratti non superiori a sei mesi, e addirittura da venti giorni a tre mesi per quelli che durano più di sei mesi.

Per quel che concerne la partita Iva, vengono poste precise condizioni alle collaborazioni, al fine di impedire che rapporti di lavoro subordinato si nascondano dietro una partita Iva. Le collaborazioni, quindi, non devono durare più di otto mesi, e il fatturato ottenuto in un rapporto di collaborazione non deve superare l’80 % del fatturato totale percepito dal collaboratore nello stesso anno. Infine, il collaboratore non può essere dotato di una postazione fissa in sede. Nel caso in cui una o più condizioni non venissero rispettate, il rapporto di lavoro si convertirà in un rapporto subordinato o in un co.co.co.

Infine, la nuova riforma del lavoro introduce un minimo contrattuale anche per i lavoratori a progetto: il corrispettivo, in particolare, non può risultare inferiore ai minimi fissati per ogni settore di attività. I rapporti contrattuali, invece, non possono essere estinti in caso di malattia, gravidanza o infortunio. Il contratto non viene, quindi, sciolto, ma semplicemente sospeso, senza erogazione dello stipendio, fino al completo ripristino delle condizioni iniziali.

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Giudizio positivo Vantaggi: La riforma del lavoro prevede numerose e sostanziali novità , novità sui contratti

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Tag: contratti di lavoro riforma del lavoro

Categoria: Lavoro

 

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