L aspetto fisico è importante in un colloquio di lavoro?

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Opinione scritta da: Redazione 13:02:34 03-12-2010

Il famoso detto “l’abito non fa il monaco”, se contestualizzato all’interno del favoloso mondo del lavoro, può assumere un ruolo determinante, a seconda di come lo si interpreti.

Ah, il lavoro! Se tutti potessero averlo. E se bastasse davvero vestirsi in un certo modo per riuscire ad ottenerlo, o a tenerselo stretto…
Ma procediamo con ordine.

Il colloquio di lavoro è per molti il punto d’arrivo di una lunga trafila.
Dopo aver spedito cv, e-mail, fax ecc. si passa in molti casi alla fase definitiva, che è quella del face to face. Ovvero: nella maggior parte delle situazioni, al colloquio diretto con la persona che dovrebbe assumerci. Che può essere un uomo o una donna, o entrambi. E a volte davvero non si sa in cosa sperare!

Potrei dire che non ha la minima importanza mettersi in giacca e cravatta per un uomo, o in tailleur per una donna, e che bastano le nostre qualità, l’esperienza e le capacità a farci avere un lavoro serio e onesto. Di più: che potremmo sfondare con un semplice sorriso, se crediamo davvero in noi stessi e in ciò che vogliamo ottenere e siamo spontanei.

In realtà non è così, anche se il SORRISO SERVE SEMPRE.

Il colloquio di lavoro, temo, va studiato a puntino, quasi quanto una partita a scacchi. E vanno giocati pezzi diversi a seconda del tipo di lavoro che si vuole ottenere.
Soprattutto, dovremmo cercare di interpretare al volo la personalità di chi abbiamo di fronte e cosa si aspetta da noi.

Quindi, non parlo solo dell’abito, in senso stretto. Ma del nostro modo di porci. Il savoir faire, in generale, è il nostro biglietto da visita con il resto del mondo, e può portarci a sconfiggere l’avversario, magari più bello di noi.

E in questo forse il vestito c’entra ben poco.
Che si tratti di un gessato, insomma, o di una giacca sui jeans, è la nostra personalità che deve emergere, a volte anche forzandola un po’.

Interessare l’interlocutore non vuol dire avere delle belle gambe messe in mostra da una minigonna (anche se aiutano…) ma essere seducenti, affascinanti. In una parola: accattivanti.

Catturare l’attenzione è uno stratagemma che torna utile soprattutto a chi bello non lo è ma… AFFASCINANTE SÌ.

E questo ritengo che lo si possa ottenere anche non avendo portato l’apparecchio ai denti.

Presentarsi in modo sobrio, tuttavia, dovrebbe essere la regola.
E’ chiaro che il quadro estetico aiuta. In un mondo fatto prevalentemente di veline e pochi contenuti, per fortuna c’è ancora spazio per chi – lavorando dietro le quinte e non davanti al grande pubblico – ha ancora bisogno di dare la notizia e non solo mostrarne i contorni.

Purtroppo non credo molto a chi dice che la bellezza non l’ha aiutato nel lavoro.
Sarebbe un controsenso. È ovvio che chi appare può essere anche solo un bell’involucro, ma fino a che apre bocca tutti lo stanno a guardare, concedendogli almeno il beneficio del dubbio.

Chi è meno dotato esteticamente può però conquistare con il giusto garbo.

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